L’emergenza Covid-19 e l’impatto sul settore fotovoltaico

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L’emergenza Covid-19 e l’impatto sul settore fotovoltaico

In un anteriore blog, abbiamo messo in tavola come il mercato dell’energia in Italia sia stato radicalmente colpito dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Ricordiamo che, tra i diversi stati membri europei, l’Italia è stata cronologicamente la prima vittima della pandemia ed un simbolo di esempio per il resto dei paesi europei sulle direttive di contenzione del contagio.

L’applicazione di queste direttive ha portato ad un blocco delle attività produttive e di conseguenza una drastica caduta della domanda di energia a partire dal 9 di marzo, data in cui sono entrate in vigore le restrizioni piu dure.

Conseguentemente alla diminuzione della domanda, i prezzi dell’energia hanno registrato una caduta significativa, toccando minimi storici in un panorama già al ribasso a causa del rallentamento economico ed eccesso di offerta di gas nel mercato europeo.

Come si ripercuote questo effetto sullo sviluppo del rinnovabile in Italia? Il fatto che il costo attuale della elettricità nel mercato sia cosi basso rende meno attrattivo l’investimento in una istallazione di autoconsumo per esempio, in quanto si avrebbe bisogno di molto piu tempo per far si che il progetto sia redditizio. Lo stesso vale in tema PPA, dove si prevedono ritardi nella finalizzazione di questi contratti dovuti agli attuali prezzi bassi di gas e di diritti di emissione di CO2. Ma vediamo piu in dettaglio le dinamiche che influenzano la green economy italiana e generalmente lo sviluppo dei rinnovabile in Europa.

Autoconsumo

In una offerta di autoconsumo, il prezzo dell’istallazione dipende da diversi concetti, ma principalmente dal materiale. Vediamo infatti come la differenza tra diverse compagnie istallatrici si rispecchia nel tipo di pannello solare offerto. Attualmente il mercato offre una gran varietà di scelta sul tipo di pannello e la tecnologia utilizzata, tuttavia la maggior parte dei modelli viene realizzata da aziende produttrici cinesi. Infatti, la Cina rappresenta il mercato piu redditizio per l’energia solare, dominando la top 10 dei principali produttori mondiali (http://www.electronicsandyou.com/top-10-solar-companies-in-the-world.html):

Image 1- Top 10 World leading manufacturers of PV panels in 2020 Source: Electronics and You

Ad inizio anno, quando il Covid-19 era ancora un problema esclusivamente cinese, la principale preoccupazione era quella di una mancanza di forniture dall’Oriente che potesse mettere in difficoltà la realizzazione degli impianti senza tuttavia impattare sull’attività quotidiana. Difatto, la pandemia ha avuto un impatto significativo sull’industria solare in Cina, dove i produttori si sono trovati di fronte a forti difficoltà di fabbricazione di nuovi moduli.

Secondo uno studio realizzato da Global Data Energy, la attuale scarsità di offerta potrebbe causare un aumento dei prezzi a breve termine. Si prevede che le scorte immagazzinate gia esistenti svolgeranno un ruolo importante nel limitare il forte aumento del prezzo post-Covid-19, che già nel primo trimestre 2020 ha registrato un aumento rispetto al prezzo del quarto trimestre 2019 (0,24 $/W). Nonostante la graduale ripresa in altri settori, critici per la produzione di moduli, l’effetto persistente dei cali di produzione vedrà i prezzi dei moduli post-pandemia a circa 0,27 $/W nel secondo trimestre 2020. In una visione piu a lungo termine, per il terzo e quarto trimestre 2020, si prevede che la maggior parte degli impianti riprenderà a funzionare e la riduzione del divario tra domanda e offerta faciliterà il calo dei prezzi dei moduli.

Image 2 – PV modules price evolution forecast in 2020 ($/W) Source: Global Data Energy

Tornando al caso italiano, e in generale sul fronte europeo, con il virus in casa nostra, le preoccupazioni sono di tutt’altro genere, con gli operatori che si trovano nell’impossibilità materiale di chiudere i cantieri aperti e di sviluppare nuovo business. In particolare, il 74% degli operatori italiani ha registrato un consistente calo degli ordini dall’inizio della crisi, con una riduzione che va attualmente dal 10 al 30% , per sfociare fino a un 50% previsto per prima dell’estate.

Secondo un’indagine realizzata da Italia Solare, per superare la crisi gli operatori chiedono con massima urgenza interventi per stimolare il rilancio del settore solare, quali: lo sblocco degli iter autorizzativi di nuovi impianti fotovoltaici a partire da quelli a terra associati ad attività agricole; la partenza delle comunità energetiche; la riattivazione della cessione del credito con modalità attente alla tutela di artigiani e piccole imprese, oltre all’agevolazione (lato autorizzazioni e GSE) del revamping e repowering degli impianti esistenti. Un nodo cruciale resta sempre la burocrazia che è un forte ostacolo in Italia, così come le procedure richieste dal GSE che più che un freno dovrebbe essere un ausilio allo sviluppo del settore fotovoltaico.

A parte l’iter amministrativo, ovviamente è strettamente necessario lo sviluppo di incentivi da parte del governo, considerando che a tutte le problematiche precedentemente indicate bisogna sommargli i prezzi spot dell’energia elettrica che stiamo registrando attualmente. Questi toccano giorno dopo giorno minimi storici, il che aumenta decisamente gli anni previsti di payback dall’investimento del progetto fotovoltaico.

Image 3 – Italian electricity spot prices (€/MWh) Source: M-Tech

PPA

Le critiche conseguenze della pandemia del Covid-19 nel settore fotovoltaico colpiscono direttamente anche il mercato italiano dei PPA. Virginia Canazza, direttrice generale dell’azienda di consulenza REF-E, comunicò in un’intervista con PV Magazine che i progetti fotovoltaici senza sussidi potranno essere ancora finanziabili attraverso i PPA, ma aggiunge che è poco probabile che gli investitori rischino ad avere a che fare con margini ridotti. Difatti, i prezzi attuali non giustificano gli investimenti e i nuovi partecipanti preferiscono aspettare il ritorno alla stabilità di mercato.

Prima dell’apparizione della crisi del coronavirus, l’Italia stava attraversando una fase positiva nella quale lo scenario di parità di mercato era favorevole agli investimenti finanziati attraverso i PPA. Pensiamo che il LCOE del solare in Italia si aggira tra i 38 e i 52 €/MWh, dipendendo dalla zona geografica di istallazione e dalla dimensione del progetto, per cui i prezzi che quotavano a futuro prima dell’impatto del Covid-19 assicuravano buoni margini di beneficio a lungo termine. Tuttavia negli ultimi mesi, e soprattutto a causa della price war petrolifera tra Arabia Saudita e Russia, l’energia elettrica a futuro ha iniziato a quotare a prezzi decisamente bassi. In aggiunta, il lockdown italiano ha determinato una forte contrazione della domanda di energia e conseguente diminuzione del prezzo delle quote di emissione, direttamente collegato al prezzo dell’elettricità forward.

Image 4 – Forward Calendar prices in Italy (€/MWh) Source: M-Tech

Questo scenario, certamente, non ha favorito i finanziamenti, anche l’atteggiamento delle banche non sembra di totale chiusura quanto piuttosto di accresciuta cautela ed attesa per vedere come la situazione attuale evolverà nei prossimi mesi. Infatti, in generale, le operazioni finanziarie che erano in corso di negoziazione prima della pandemia continuano ad essere in fase di executing, seppure con opportuni adattamenti. Al contrario, nuove operazioni faticano a trovare finanziatori.

Non pensiamo che l’era dei PPA sia giunta al termine in Italia, o meglio, troncata sul nascere. Piuttosto si parla di rallentamenti e aspettative a tempi sicuramente piu certi e stabili.

Determinare il pieno impatto del virus sul settore fotovoltaico, sia esso autoconsumo o PP, è impossibile a causa dell’elevata incertezza e qualsiasi recupero dipende da quanto velocemente le misure di mitigazione implementate aiuteranno l’industria solare a tornare alla piena produzione, insieme alla ripresa della domande e conseguentemente dei prezzi dell’energia elettrica nazionale. Sul campo materie prime, con il governo cinese che lavora in modo proattivo per combattere la diffusione del virus, si prevede che i mercati si riprenderanno e l’industria solare si riprenderà gradualmente nella seconda metà del 2020. In tema recupero della domanda e conseguentemente dei prezzi, tutto dipenderà dallo sviluppo del virus, dove sarà cruciale il periodo post feriale estivo, con l’abbassamento delle temperature ed un nuovo possibile picco di contagi.

Cristina Vitale | Energy Consultant

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